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venerdì 24 maggio 2013

Stanza Collezione Verri

A concludere la visita del Museo, una collezione formata da uccelli e mammiferi, donata all'Università dalla famiglia Verri nel 2000.


Gli esemplari sono ottimamente preparati e rappresentano una buona rassegna dell'ornitofauna pavese.
Tra le poche specie non locali, si distinguono il pollo sultano e alcune anatre cubane.

Sala degli alcoli

Un altro fiore all'occhiello del museo è rappresentato dalla "Sala degli alcoli": questa stanza contiene centinaia di vasi patologici in vetro con tappo smerigliato che ospitano una ingente raccolta di reperti di pesci, rettili e anfibi in alcol etilico al 70%.


I preparati risalgono tutti all'Ottocento, frutto del lavoro di docenti dell'Ateneo, di direttori del Museo, di esploratori e di studiosi dell'epoca.

Le collezioni teriologiche (2)

Proseguendo nell'esplorazione, nella sezione successiva (sezione 4) ci si imbatte in un'altra grande collezione di mammiferi, tra i quali senza dubbio attirano l'attenzione maggiore l'argali, detta anche "pecora di Marco Polo", che nei suoi viaggi ne osservò il corno usato come scodella; un gorilla, acquistato a fine '800 per l'enorme cifra di 1800 lire, tra i primissimi di questa specie a giungere in Europa;


due zebre, sebbene dal manto un po' sbiadito dalle ingiurie del tempo (di cui una risalente all'epoca di Spallanzani); infine una delle ultime acquisizioni della collezione, un lupo, ucciso nel piacentino, per errore, da un pastore.

Le collezioni teriologiche (1)

Eccoci nella parte più apprezzata dai nostri visitatori: la collezione di mammiferi! In questa parte del Museo sono conservati alcuni imperdibili esemplari da fare invidia alle raccolte più famose!
Tra questi spicca, nel gruppo dei mammiferi marini, la foca monaca.


Nel gruppo dei carnivori, impressionano il giaguaro, il leopardo, il ghepardo e, udite udite, una coppia di leoni di Barberia, sottospecie un tempo diffusa in nord Africa e Medio Oriente, oggi estinta.

Le statue miologiche

All'interno della sezione 2 è possibile ammirare le "statue miologiche", preparazioni anatomiche di cervo e cavallo realizzate per uso didattico nella seconda metà del 1700 e utilizzate per evidenziare l'apparato muscolare.


La più sofisticata preparazione del cavallo evidenzia anche i sistemi circolatorio e nervoso; le due "statue" sono collocate nelle vetrine originali dell'epoca.

giovedì 23 maggio 2013

Sala di Spallanzani

Nella sala dedicata al fondatore del Museo, ecco alcuni degli esemplari più attraenti e pregiati che colpiscono tutti i nostri visitatori:


A partire dall'alto a sinistra, l'ippopotamo: pervenuto al Museo nel 1783, è quello che resta di una preparazione molto antica; attuali studi la datano al XVII secolo: è uno dei più antichi animali tassidermizzati di tutta Europa!
Al centro, un coccodrillo del Nilo e uno squalo mako: il primo fu donato nel 1782 dal conte Giacomo Sannazzari, a cui fu consegnata una medaglia di ringraziamento appositamente coniata per i benefattori del Museo; il secondo, catturato nello stretto di Messina, fu acquistato da Spallanzani nel 1790.
A destra, è possibile osservare un giovane esemplare di orango conservato in alcool all'interno delle "Vetrine Spallanzaniane"; fu acquistato in Olanda nel 1783.
Nell'immagine in basso, uno splendido esemplare di Tursiope, anch'esso acquistato dal fondatore del Museo.

Il fondatore del Museo!

Ecco a voi..Lazzaro Spallanzani!


E' a costui che dobbiamo la fondazione del Museo di Storia Naturale e l'acquisto di alcuni dei suoi pezzi più pregiati! Padre della biologia sperimentale, fu un grande fisiologo e si occupò anche di geologia, mineralogia, chimica e fisica.